Lettera da Istanbul – in cammino verso Taksim

Zanzana pubblica qui una lettera ricevuta dalla cara amica H., nella quale si raccontano le ultime ore di rivolta a Istanbul. Zanzana ringrazia tanto H. per la lettera e le foto, augurando all’amata Turchia e ai suoi abitanti il miglior futuro possibile.
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Cara Zanzana,
come stai?
In Turchia c’è molta confusione: per la prima volta in vita mia ho partecipato a una manifestazione. Ti sto scrivendo dal traghetto, quello che porta dall’Asia all’Europa. Non so cosa dica di noi la stampa europea.
Tutto è cominciato con il Parco Gezi. Il governo voleva costruire un centro commerciale nel parco. Alcuni giovani ambientalisti hanno iniziato a dormire in tenda nel parco, con le famiglie e i bambini, per proteggerlo. Dormivano lì, e durante il giorno leggevano libri. Giovedì sera anche le mie amiche ci sono andate. Quella notte, mentre tutti dormivano, verso le cinque del mattino, la polizia ha iniziato a dar fuoco alle tende, spruzzando gas e spray al peperoncino sulle persone innocenti.
Venerdì sera mentre tornavamo dal matrimonio di un’amica, verso le due, abbiamo accompagnato alcuni amici a casa. Il matrimonio era nella parte asiatica. I nostri amici abitano in quella parte della città.

Abbiamo visto che alcuni camminavano per le strade avvolti nelle bandiere della Turchia, e applaudivano, cantavano, le donne erano uscite sui balconi e battevano con i cucchiai sulle pentole in segno di protesta.
Allora ho capito che non eravamo solo noi, a esserci stufati del governo di Erdogan.
La parte asiatica (Kadıkoy) è governata dal partito repubblicano (CHP), il partito di Ataturk. Kadıkoy come sai è una zona residenziale: a Kadıkoy non è facile vedere la gente che protesta. Non scoppiano bombe a Kadıkoy. Non succedono cose straordinarie.
Kadıkoy è sempre moderna e laica. Il giorno dopo abbiamo saputo che tutti, nella parte asiatica, sono usciti di casa alle due di notte, e hanno camminato verso la parte europea, diretti al Parco Gezi, attraversando il ponte sul Bosforo a piedi.
Manifestanti attraversano il ponte a piedi

Manifestanti attraversano il ponte a piedi

Sabato mattina abbiamo aperto i giornali. Noi leggiamo il quotidiano Hurriyet sull’Ipad. Nei fine settimana compriamo anche Haberturk, un quotidiano laico. Il proprietario di Haberturk è Ferit Sahenk, proprietario anche della banca Garanti Bankası, dei canali televisivi Haberturk, NTV, delle riviste Vogue e GQ Turchia, di molti ristoranti come Zuma e altri. E’ una persona gentile, giovane e moderna.
Su Haberturk non c’era nessuna notizia. Una piccola foto e due righe. Sui canali televisivi niente. Tutti hanno paura di Erdogan. Ferit Sahenk, che costruirà la metropolitana di Umraniye-Cekmekoy, non vuole opporsi al governo per i propri interessi economici, anche se non tutti lo sanno.
A quel punto la gente è diventata ancora più nervosa. I mass media stavano ignorando quello che succedeva per le strade.
Sabato all’ora di pranzo abbiamo incontrato i nostri amici e siamo andati a Kadıkoy. I traghetti erano gratis, si poteva salire liberamente. Tutti avevano le bandiere e le maschere antigas. Non puoi immaginare quanto fosse affollato. Anziani, giovani, bambini, signore, alcuni con grandi vasi di fiori, altri con le bandiere. Tutti insieme. I nostri mariti ci hanno lasciato al porto di Kadıkoy e sono andati a Besiktas. Li abbiamo salutati come se andassero in guerra. I traghetti si riempivano e tutti li salutavano, cantando e sventolando bandiere.
Traghetto Kadikoy-Besiktas

Traghetto Kadikoy-Besiktas

Poi verso le tre, i nostri mariti ci hanno detto che la polizia si era ritirata dal parco Gezi e aveva smesso di attaccare i manifestanti. Allora anche noi abbiamo preso il traghetto e siamo andati a Besiktas. Abbiamo camminato fino a Kabatas. Poi dal pendio di Kazancı siamo arrivati a Taksim. Taksim era in festa. Giovani venuti da altre città, artisti famosi come l’attore Halit Ergenç, gente dell’alta società, tutti bevevano birra per strada, cantavano.
Per la prima volta in vita mia ho provato un sentimento di unità, di fratellanza. Tutti avevano dimenticato i propri problemi personali ed erano uniti su questo problema sociale. Non sono sicura di esprimermi bene ma mi emoziono molto mentre ti scrivo.
Verso Taksim

Verso Taksim

Da quel giorno, e ogni giorno tutti, la gente normale, cercano di andare a Taksim.
A Besiktas, vicino allo stadio di İnonu o a Kabatas ci sono stati scontri con la polizia. Alcuni, sfruttando la confusione, cercano di promuovere i propri partiti o altri gruppi, danneggiando gli arredi pubblici, le fermate dell’autobus, i manifesti pubblicitari.
Il Presidente della Repubblica, Abdullah Gül, cerca di calmare le acque, come anche il sindaco, ma il primo ministro Erdogan rimane fisso sulle sue posizioni, è così ostinato e continua a dire “Faremo un centro commerciale al parco Gezi, faremo anche una moschea”, parla così.
Allora la gente si arrabbia di più e continua a camminare verso Taksim.
Ora nel Parco Gezi (ieri N. era lì con gli amici), la gente ha appeso delle altalene di stoffa tra gli alberi. Alcuni suonano tamburi, leggono libri e giocano a palla.
Gli alberghi più lussuosi che circondano il parco, come il Marmara e il Divan, hanno aperto le porte a tutti. La gente può andare in bagno e riposarsi nella hall.
C’è un’atmosfera di aiuto, di unione e di fratellanza.
Speriamo e preghiamo che tutto finisca e Erdogan lasci il potere.
Ho dimenticato di scriverti un’altra cosa molto importante.
Una settimana prima di questi fatti, Erdogan ha vietato la vendita di alcool dopo le 22:00 e ha vietato anche bere alcool nei parchi e in luoghi aperti, perfino ai concerti.
A Caddebostan vicino al mare andavamo a fare il picnic e in genere si beveva la birra, o altri alcolici. Ha cominciato a intervenire alla nostra vita. Costringe le donne a fare tre figli. La settimana scorsa quando ho letto questa notizia sono rimasta scioccata come la maggioranza della popolazione. Tutti avevamo paura forse, e aspettavamo in silenzio quelle cose che forse ci accadranno.
Il parco Gezi è stato il motivo scatenante.
Spero di non aver fatto tanti errori e che questa lettera ti piaccia.
Sono curiosa di come si veda la situazione dall’Europa.