La Lista delle Cose Sì

Zanzana è in forte difficoltà. Non vuole però ammorbarvi, né ammorbarsi, con l’elenco delle cose che non vanno o con la descrizione, a uso e consumo degli ultimi illusi, di quello che sono diventate le aziende in Italia oggi. Farà perciò una Lista delle Cose Sì, relativa alla sua nuova vita, dopo aver cambiato Compromesso di Sopravvivenza. Si tratta di un’abitudine che aveva preso al Vecchio Compromesso di Sopravvivenza: dopo un viaggio, mentre aspettava un aereo per tornare finalmente a casa, a volte faceva un elenco delle cose positive che erano successe (Cose Sì) e di quelle negative (Cose No), per vedere il viaggio nella prospettiva più obiettiva possibile, sia dal punto di vista personale che professionale. Questa volta farà solo l’elenco delle Cose Sì, cercando di trovarne almeno dieci, per darsi il coraggio di iniziare una settimana che preferirebbe cancellare dal calendario (come forse sapete a Milano inizia il Salone del Mobile, che Zanzana non potrà godersi, potete immaginare come mai…).

La Lista Perfetta

La Lista Perfetta

Lista delle Cose Sì, in ordine casuale:

1. Zanzana fa 12 km al giorno in bici, andata e ritorno dal Compromesso di Sopravvivenza: è molto probabile che diventerà una grande gnocca, nonostante l’età non verdissima.

2. Zanzana ha una Posizione: a parte il fatto che una posizione si può sempre rivendere, Zanzana ha finalmente riempito le aspettative silenziose che sentiva su se stessa, sia dall’interno che dall’esterno. Ora si sente molto più leggera, accarezzando il sogno che il prossimo passo potrebbe essere un’esperienza di non lavoro, non di ulteriore potere o prestigio.

3. Zanzana ha leggermente migliorato la sua Situazione Pecuniaria: a parte il fatto che Zanzana aveva da tempo quasi eliminato tutte le spese che non fossero cibo, bollette, affitto, orto, qualche viaggio e qualche cavallo, ora può andare al mercato del sabato e caricare sul carrello, se affamata, un numero di chili di alimenti che trascina a fatica (tranquilli: Zanzana è in grado di divorare tutto ciò che acquista, non butterà via niente).

4. Zanzana può finalmente vedere da vicino come funziona un’Azienda: capirete che si tratti di un piacere veramente sottile, visto che il suo risultato più immediato è che Zanzana si arrovelli buona parte del suo tempo per trovare un modo che le consenta di fuggire dal Mondo del Profitto, con buona pace dei Mont Blanc e di Fornello che ci vorrebbero portare alla tomba lavorando.

5. Zanzana lavora con colleghe e colleghi da tutto il mondo: prima si concentrava su una parte del mondo, ora ha tutto il Globo. Questa è una Cosa Sì molto preziosa e stimolante, della quale va particolarmente fiera.

6. Zanzana è entrata in un ambiente nuovo, e non si sa mai chi potrebbe conoscere: estendere il mondo delle relazioni professionali è sempre qualcosa che può portare benefici inaspettati (Zanzana non ha trovato il nuovo Compromesso per via di conoscenze, ma si è potuta comunque rivendere le reti che aveva costruito con un certo impegno).

7. Zanzana ha un Compromesso di Sopravvivenza in un nuovo Quartiere: nonostante la fatica per raggiungerlo e il fatto che il quartiere sia più spento del precedente, Zanzana è contenta di conoscere una nuova zona di Milano, per giunta più popolare e meno trendy.

8. Zanzana si sposterà presto con il Compromesso di Sopravvivenza a meno di 3 km da casa: ogni giorno, Zanzana pensa che deve sopravvivere almeno fino a ottobre, quando il Compromesso di Sopravvivenza si sposterà a una distanza accettabilissima sia da casa che dall’orto, cosa che forse la renderà meno scattante fisicamente ma di certo meno isterica, visto che potrà risparmiarsi almeno un’ora al giorno nel traffico.

9. Zanzana lavora con una persona veramente valida: non servono commenti (si tratta di una collega).

10. Zanzana ha il Compromesso di Sopravvivenza in un palazzo con un portinaio gentilissimo: un sorriso e un saluto decente sono un’ottima colazione anche in giornate pessime.

Di certo ci sarebbero molte considerazioni da fare, anche solo in base a queste poche righe, rispetto a quello che veramente ci rende felici nella vita; in ogni caso Zanzana si avvia più tranquilla a cercare di superare un’altra settimana.

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Vendere la Laurea

Zanzana viola momentaneamente una regola non scritta del blog, che le impone di non cedere alla soffocante retorica sulla crisi al momento così pervasiva in Italia, per riflettere sul caso di un giovane, non molto lontano da lei in termini di età e formazione, alle prese con una sconvolgente assenza di prospettive.

Nel pomeriggio di un piovoso sabato milanese, mentre ciondola pigramente su Faccialibro, Zanzana si imbatte in quest’annuncio, grazie a una segnalazione di sua mamma:

Vendesi causa mancato utilizzo laurea in scienze Politiche.

Sconvolta, indaga. Si tratta di un giovane romano di 26 anni, Giorgio, laureato in Scienze Politiche, dotato anche di una significativa formazione post-laurea. L’annuncio, già ripreso su molti quotidiani, si trova sulla pagina romana di bakeca.it, sito di piccoli annunci, ed è condito, come potrete leggere, da abbondante ironia. La conclusione è però molto chiara:

Regalo in cambio di lavoro

Queste parole occupano subito la mente di Zanzana, senza abbandonarla per molte ore, mettendola in difficoltà. Zanzana è ormai laureata da oltre dieci anni, e detiene anche il massimo titolo accademico. Dell‘arrivo all’università ricorda lo spaesamento, la distanza dai docenti, la voglia di scappare, la sensazione di non imparare nulla. Ricorda però anche il salto di qualità fatto con l’Erasmus, passato a studiare a differenza di tanti altri, il ritorno in facoltà e il cambiamento dei rapporti con i docenti. Ricorda i due lavori fatti allo stesso tempo durante gli studi, che probabilmente rendono la sua vita più solida anche oggi, anche se allora non erano poi così necessari, ricorda le serate trascorse in biblioteca, unico momento per studiare. Ricorda la laurea in corso, i lavori dopo la laurea, il primo viaggio in Siria e il concorso per il Dottorato di ricerca, che l’ha salvata da un supermercato dove ogni tanto fa ancora la spesa. Ricorda l’anno trascorso in Siria e viaggi più brevi in altri Paesi vicini. Ricorda l’assegno di ricerca che non è arrivato, l‘intenzione di rimanere in Italia e non andarsene, il desiderio di conoscere altri ambienti lavorativi, la consapevolezza che tentare di rimanere in università le avrebbe impedito di essere indipendente dal punto di vista materiale. Zanzana ricorda tutto questo con grande struggimento, come l’unica occasione nella vita di potersi dedicare interamente, o quasi, agli studi, alla conoscenza e alla critica, a contribuire a qualcosa che renderà migliore la società; Zanzana, che è stata molto fortunata visto che ancora mantiene un Compromesso di Sopravvivenza, sa che tutte le cose che ha imparato e vissuto non contano niente per le persone che lavorano con lei e sembrano non assicurarle delle prospettive migliori, ma si rende conto che la definiscono per sempre come persona, determinando dunque anche la sua professionalità, e contribuiscono a identificare le sue priorità. Per Zanzana, pensare di dover vendere la laurea sarebbe come vendere l’anima.

Zanzana ha però visto come le condizioni di lavoro si siano deteriorate di anno in anno, come lo spazio per le persone preparate e, ahimè, giovani, si sia inesorabilmente ridotto. Zanzana, come anche tutti voi, ha sentito dire milioni di volte che la soluzione a tutto questo, al fatto di non trovare lavoro, sarebbe stata non studiare, cercare subito un lavoro, possibilmente pesante, senza lamentarsi, rassegnandosi e accettando quello che la società e le differenze economiche avevano predeterminato per noi. Zanzana ha visto certi personaggi arrivare a comprarsela all’estero, la laurea, mentre gli iscritti totali all’università italiana, le cui difficoltà non fanno che aumentare, diminuiscono. Zanzana fa anche notare che le nuove generazioni hanno già accettato moltissimo: gli stage gratuiti perché eravamo giovani e dovevamo fare pratica, i contratti farlocchi perché eravamo all’inizio con i sabati e le domeniche tutti gratis, poi passando ai contratti veri da quelli farlocchi gli abbassamenti di stipendio perché si costava di più all’azienda, poi altre riduzioni di stipendio larvate perché non c’erano più risorse, poi…Di certo tutto quello che abbiamo accettato e continuiamo ad accettare sembra non abbia giovato molto né alle aziende né, tantomeno, alle nostre vite.

Zanzana non vuole giudicare qui la vicenda di Giorgio. I maligni diranno che è una bufala, che cercava solo notorietà, che è una provocazione. Zanzana vuole invece esprimergli solidarietà, sapendo cosa intende dire, quando accenna al passaggio dalle aspirazioni che tutti avevano su di noi, alla realtà. Zanzana vuole però anche chiarire su che cosa ci dobbiamo sforzare, che cosa dobbiamo realmente mettere in vendita. Di certo non dobbiamo rinunciare a quello che è importante per noi, che ci ha resi quello che siamo, non dobbiamo fare le scelte che il sistema si aspetta e privilegiare quello che, sulla bocca di tanti indegni, “ci aiuterebbe a trovare lavoro”, perché purtroppo non è vero: nessuno si preoccuperà della nostra sopravvivenza, per non parlare del nostro miglioramento professionale, a prescindere dalle rinunce che facciamo. Quello che dobbiamo vendere, anzi, come la laurea di Giorgio, regalare, è chi ci ha portati in questa situazione; una classe dirigente che, senza aver mai lavorato, dice a noi di fare i manovali, quando lo facciamo da anni; un sistema che vuole farci scegliere solo sulla base delle convenienze materiali e monetarie, che ci apprezza se siamo acritici e privi di strumenti culturali; una struttura sociale che, pur di mantenersi, è pronta a prendere tutti per il collo e a portarci alla fame; una mentalità che da un lato disprezza i lavori “umili”, dall’altro ci vuole imporre delle scelte che non corrispondono a quello che vogliamo e ci può rendere felici.

Questi sono gli orpelli dai quali ci dobbiamo liberare con urgenza, non certo i nostri pezzi di carta che, per come vanno le cose, saranno anche inutilizzati ma restano ancora tra le nostre conquiste migliori.