Al posto del collega, vedrai Diablo

English version here, on ZANZANAGLOB International.

Immagina di essere un’impiegatuccia di livello medio-basso, responsabilità medio-alte, stipendio infimo. Immagina di vivere in un Paese meraviglioso, devastato dai suoi stessi abitanti, in preda a un’estenuante, quanto kafkiana, campagna elettorale. Immagina che al Compromesso di Sopravvivenza, complice la crisi, si sentano ultimamente molte più sciocchezze, che ti rendono sempre più difficile continuare a vivere in quella dimensione parallela, fisica e mentale, che ti sei faticosamente costruita per digerire la realtà.

Immagina di prendere il cavallo d’acciaio in una mattina deserta. Senza ragione, visto che la strada è libera, un cinese si vuole buttare sotto le ruote della bici attraversando a caso in Corso Buenos Aires, ma gli dici “No”. Immagina che oggi, se guardi il cielo, anche a Milano tu possa vedere il cielo di Damasco. Immagina che, appena uscita dalla città, tu possa sentire anche l’aria dolce, che annuncia la primavera, di quella città che tanto soffre.

Immagina di arrivare al maneggio e che, al posto del tuo cognome, il proprietario abbia scritto “Abate”. Ridi, e comunque il tuo posto in passeggiata è salvo. Immagina che stamattina uscirai con Diablo, dopo tanto che non lo vedi, ti seguirà Miguel e precederà Elita, mentre il vento ti farà lacrimare gli occhi e guarderai il Lambro, abbondante d’acqua ma mai troppo. Immagina che, al momento del galoppo, Diablo sarà pieno di vita, ben diverso da quando l’hai conosciuto, appesantito dall’estate e dalle troppe ore di lavoro. Scoprirai anche un deposito di letame incustodito, che già vagheggi di rapinare per l’orto. Sarà di certo il materiale più prezioso con il quale verrai a contatto per tutta la settimana.

Immagina che C., finita la passeggiata, ti lasci un attimo con Diablo, mentre porta dentro Elita. C. si sforza di fare in fretta, perché sa che devi tornare in bici a Milano e pensa tu abbia fretta, ma non sa che aspetti quel momento da due settimane. Finalmente lo puoi accarezzare, dirgli delle cose che di sicuro gli sembrano noiose mentre lui pensa al praticello verde che non gli hai fatto brucare, rilassarti con l’erbivoro e vedere nel suo sguardo tutta la generosità di chi continua a portarti sulla schiena quando, per dimensioni e forza, potrebbe agevolmente rifiutarsi.

Diablo

Diablo

Immagina che poi andrai a comprare il latte. Avrai l’impressione che tutta la popolazione sotto i dieci anni di Milano, Monza e Brianza, si sia concentrata nel Parco intorno alla Fattoria. Non ci fai caso ma pensi che devi imparare una cosa importante: anche per te, come per quegli infanti, gli amici della fattoria occuperanno un posto molto più importante, nella tua mente, durante le prossima settimana, di dio, della madonna, dello spirito santo e di tutti gli altri loschi figuri che reggono le sorti del Compromesso di Sopravvivenza.

Immagina che un cavallo baci una pecora. No non si tratta dell’ennesimo romanzo pseudo-degenere, per quanto un evento simile non sfigurerebbe in un’apposita quadrilogia. Immagina di non essere riuscita a immortalare quel momento perché eri già in sella, intenta a non perdere l’equilibrio vedendo l’espressione di disappunto del cavallo, dopo il bacio.

Friends

Friends

Immagina che, sulla strada del ritorno, avrai il vento a favore. Le tue gambe saranno sciolte, nonostante i chilometri e l’ora in sella. Immagina di dimenticare la stupida sedia spiovente che ti dà problemi alle gambe, problemi dei quali però non ti accorgi mentre ci stai seduta per ore, al Compromesso di Sopravvivenza, così da poterti lamentare subito, ma solo quando torni a casa, la sera.

Immagina di arrivare a casa in fretta, e di mangiare delle cose buone che avevi già pensato. Immagina di adagiarti nell’affetto e nel supporto che hai a casa, e di infornare delle piccole baguette di segale, che sarebbero state molto adatte anche alle triglie di ieri sera. Immagina che tutto quello che sentirai domani non ti scalfisca, che per un giorno la dura contabilità domestica non conti, che la rabbia, al pensiero di persone giovani lasciate prive di opportunità, non ti invada.

Immagina che domani, quando guarderai fuori, vedrai il cavallo d’acciaio che ti ha accompagnata in questo viaggio. Quando alzerai la testa, al posto del collega, vedrai Diablo.

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